Usura, traumi e patologie degenerative:
così gli over 45 finiscono in ginocchio

Usura, traumi e patologie
degenerative: gli over 45
finiscono in ginocchio
di Martina Marinangeli
Quando si parla di ginocchio purtroppo non ci sono solo i cambi di stagione a creare problemi ma anche una serie di disturbi e patologie che nei pazienti over 45 possono sovrapporsi e complicare il trattamento. Per questo la Società Italiana di Artroscopia nell’evento regionale del 2018 ha focalizzato nell’ultima decade di ottobre proprio il tema del “ginocchio over 45” in un convegno che si è svolto nell’auditorium del Santo Stefano di Porto Potenza Picena. Dove ci si è occupati una di vasta serie di patologie: dalla lesione meniscale, a quella legamentosa, a quella osteo-cartilaginea, ricordando che l’inquadramento e la gestione di queste patologie, però, segue un iter abbastanza differente rispetto al ginocchio del paziente più giovane.

Artroscopia e protesi
Le varie tematiche sono state affrontate sia dal punto di vista del trattamento artroscopico fino a quello protesico, che dal punto di vista dell’inquadramento diagnostico-strumentale e riabilitativo. Come nelle altre tre occasioni in cui il gruppo Kos Villa Pini ha organizzato eventi Sia, è stato dato un taglio pratico all’evento, attraverso i momenti di relive surgery, sia per la parte chirurgica che riabilitativa. Non meno rilevanti sono state le problematiche relative all’inquadramento diagnostico-strumentale, lasciando largo spazio alla discussione. All’evento hanno partecipato circa 150 persone tra medici di medicina generale, radiologi, ortopedici e fisioterapisti. «I focus importanti - racconta il direttore scientifico del convegno, lo specialista ortopedico Stefano Albanelli - sono stati l’inquadramento e il trattamento delle lesioni meniscali, cartilaginee e legamentose nei pazienti over 45 per arrivare poi alla gestione del paziente con artrosi conclamata». Il punto di arrivo della patologia degenerativa è il bivio dove le ultime pratiche scientifiche stanno offrendo nuove opportunità e anche di questo si è parlato nel corso del convegno.

L’utilizzo di cellule staminali
«Il trattamento di scelta consueto - continua il dottor Albanelli - è il ricorso all’impianto di protesi articolare anche se poi è stato dato spazio anche ai trattamenti più innovativi con l’utilizzo di cellule staminali». Nello specifico il trattamento della condropatia con cellule mesenchimali adipocitarie è stato esaminato con una sezione di relive surgery affidata alla dottoressa Isabella Ponzio (azienda Marche Nord). Lo stesso Albanelli, in chiusura di lavori, ha riassunto in 12 minuti sempre in relive surgery un trattamento di artrosi bicompartimentale con una protesi totale al ginocchio. È interessante sottolineare come anche da un punto di vista diagnostico siano stati fatti dei passi in avanti: tra gli esami di riferimento ora ci sono le radiografie con il paziente sotto carico, mentre per quello che riguarda i pazienti più giovani la risonanza magnetica oggi può essere eseguita anche con scansioni specifiche per valutare il danno cartilagineo.

La parte riabilitativa
«Oltre a fare vedere ai partecipanti le fasi salienti degli interventi più importanti - documenta ancora il dottor Albanelli - abbiamo avuto anche una partecipazione significativa di fisioterapisti». Il danno al ginocchio per gli over 45 è infatti molto più frequente di quanto si pensi. «In genere quando si parla di problemi al ginocchio - documenta Albanelli - si pensa spesso al giovane che fa sport. In realtà ci sono pazienti che non sono più giovanissimi che per passione o necessità continuano a praticarlo. Questo li espone a infortuni al ginocchio in cui all’usura si rischia di affiancare il nuovo trauma. Poi, ovviamente, come terzo stadio ci può essere anche la parte degenerativa dovuta all’età e quelle sono le situazioni più complesse da trattare. Inquadrare bene sia dal punto di vista clinico che strumentale è un passaggio fondamentale per valutare quale sia il trattamento migliore». Si diceva della riabilitazione che nel corso del convegno è stata trattata sia nella fase a secco che in quella in acqua. «Quest’ultima - ha spiegato Albanelli -ove possibile, rappresenta un supporto molto gradito in quando meno impattante per il recupero articolare e muscolare. In questo modo si agevola un recupero funzionale più fluido del paziente che con una riabilitazione a secco avrebbe difficoltà a ottenere».

L’uso delle staminali per il trattamento
Nel corso del convegno del Santo Stefano si è valutato l’impianto di cellule staminali nel trattamento di condropatia con una sezione di relive surgery affidata alla dottoressa Isabella Ponzio (azienda Marche Nord).

Dopo la Sia in campo anche la Sigascot
Dopo la Società italiana artroscopia anche l’altra società nazionale che riunisce gli specialisti dei trattamenti artroscopici, la Sigascot ha incaricato l’ortopedico Albanelli di organizzare un convegno sul tema del ginocchio. Albanelli infatti ne è stato nominato delegato regionale. Il nuovo incarico è stato ufficializzato dal professor Raul Zini, past presidente della Sia.
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Martedì 6 Novembre 2018, 11:34 - Ultimo aggiornamento: 06-11-2018 11:34

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