Nella capitale del Verdicchio sfida
tra olii, vini e birre per l'Etichetta d'oro

Nella capitale del Verdicchio
sfida tra olii, vini e birre
per l'ambita Etichetta d'oro
di Agnese Testadiferro
Elogio all’etichetta. Di vino, olio, birra e distillati. Oggi il gran giorno per scoprire quali aziende produttrici italiane sono le vincitrici della XXVI edizione del Premio Nazionale Etichetta d’Oro, a Cupramontana. Appuntamento alle ore 18 nelle Grotte dell’ex Convento di Santa Caterina, dove ha sede il Mig, Musei in Grotta.

Partecipazione in ascesa
La veste rinnovata del premio ha attirato la partecipazione di oltre cinquanta aziende provenienti da tutta Italia. Immutato nel tempo è l’obiettivo: esaltare tutti gli aspetti che caratterizzano la produzione non solo vitivinicola italiana attraverso le etichette e le bottiglie ad esse associate. La novità rispetto alle scorse edizioni è rappresentata da un numero superiore di categorie e delle sezioni, per dare spazio al meglio della creatività e dell’espressione artistica nelle etichette e in tutto ciò che d’innovativo può caratterizzare il mondo del buon bere. Nove le categorie per le quali la giuria ha scelto le migliori etichette, sia dal punto di vista concettuale sia grafico. Gran premio della giuria a etichette per: vini bianchi, vini rossi o rosati, vini spumanti in genere, olio, birra agricola, distillati e liquori. Premio Dea Cupra alla categoria coordinato packaging. Premio Speciale Mig: crearte in etichetta, innovazioni in cantina.



Avanguardia nella comunicazione
Alla giuria «è apparso subito chiaro lo spirito avanguardista di alcune cantine che attraverso le etichette esprimono un progetto culturale di alto livello. Nei progetti emerge a chiare note la ricerca creativa e una rottura ben precisa fra passato e futuro nel modo di comunicare». Rottura sì, ma senza perdere il legame con le radici. Prederà parte alla manifestazione, un parterre composto da sommelier, chef, designer, presidenti di associazioni, ristoratori, tour operator. Per Cupramontana il premio rappresenta l’occasione per un’analisi del settore trainante della propria economia con oltre 300 ettari di area destinata alla coltivazione. Un trend in crescita, quello dei produttori, che si avvale del contributo di giovani imprenditori provenienti anche da fuori regione.

La vocazione del vino
Già nell’VIII secolo a.C. la vite era a Cupramontana un must, «lo confermano testimonianze archeologiche», sottolinea Riccardo Ceccarelli, storico e ideatore dei preziosi Quaderni Storici Esini. Dopo alcuni secoli, il vino diventò, e continua ad essere, il core business della cittadina. «Cupramontana, definita “capitale del Verdicchio” dal 1939, storicamente ha fatto conoscere il Verdicchio in Italia e nel mondo seguita da Staffolo e dai paesi limitrofi, con le sue zone più vocate anche oggi ad una produzione di alta qualità». Si ipotizza che l’uva Verdicchio a Cupramontana fu portata dai Lombardi. «Dai documenti catastali del 1471 risultano due famiglie provenienti dalla Lombardia che avevano piccole proprietà intensamente coltivate a vigna. È automatico pensare che a loro si debba riconoscere l’origine della tradizione vitivinicola cuprense». È un dato di fatto che vi sia una parentela molto stretta tra il Verdicchio e il lombardo Trebbiano di Soave.

Cerioni: «Un settore con buone prospettive»
Con più di 90mila etichette esposte, Cupramontana è stata la prima a realizzare il Museo internazionale dell’etichetta del vino, ubicato nel complesso Musei in Grotta. Il premio si colloca in uno scenario creato e maturato nel tempo dalla tradizione vitivinicola. «Il settore offre buone prospettive e tutto ciò che ruota intorno ne è il frutto, grazie agli investimenti sulla qualità sia in vigna sia in cantina», afferma il sindaco di Cupramontana Luigi Cerioni. Esempio di prosperità è da leggere nell’incremento, a Cupramontana, di strutture d’accoglienza gestite anche da stranieri. «Sono tutte attività che rientrano in un progetto di promozione su cui l’amministrazione comunale sta investendo, del quale il Premio nazionale Etichetta d’Oro fa parte insieme, ad esempio, alla Festa dell’uva».
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Sabato 9 Settembre 2017, 15:33 - Ultimo aggiornamento: 09-09-2017 15:33

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