Porto San Giorgio, scompare e poi
riappare un portafoglio. Ma è polemica

Scompare e riappare
un portafoglio, trambusto
nel post concerto di Killa
PORTO SAN GIORGIO - Dal “delirio al Maracanà” al giallo del PalaSavelli. Sabato sera, al termine del concerto di Emis Killa, la bravata di qualche giovincello ha rovinato il nome di Porto San Giorgio. Tutto si è consumato all’interno del palazzetto, dietro le quinte del palco, proprio quando verso le 23.30 il rapper milanese aveva chiuso la sua performance con la quale aveva inaugurato la terza stagione del tour. 

Al rientro in camerino, infatti, una membra dello staff che aveva lasciato i suoi effetti personali nella sua stanza non si ritrovava il portafoglio con tanto di soldi e documenti. Immediato lo choc come pure le grida e le invettive. Poco prima qualche ragazzino, che si era accalcato alla transenna che divideva il parterre dall’ingresso degli spogliatoi sperando che s’affacciasse il cantante per scattare foto o fare autografi, era riuscito a varcare il confine e a intrufolarsi nei meandri più privati. Ed è così che forse è avvenuto il blitz. 
Intervenuti anche due carabinieri che hanno provveduto ad identificare dei giovani, proprio mentre la vittima, componente dello staff del tour di Emis Killa, era inferocita ed indicava colui che riteneva aver visto aggirarsi nei pressi del suo camerino. Gli attimi sono stati concitati a dir poco. «Mai più a Porto San Giorgio! Mai più a Porto San Giorgio!”, le grida della signora inviperita proprio al cospetto di un assessore, Valerio Vesprini, che chiaramente non c’entrava nulla. A un certo punto, come per magia, il portafoglio sembrerebbe essersi rimaterializzato ma già la figuraccia era stata fatta. Un vero peccato concludere una piacevole serata in un modo poco degno. Emis Killa, comunque, non ha assistito al trambusto che si è chiuso in pochissimi minuti ma anzi è uscito ignaro da un’altra porta senza salutare i suoi fans che lo attendevano con ansia e fibrillazione. Presenti in attesa moltissimi genitori con i propri figli adolescenti e qualcuno ci è rimasto male: «Emis non è stato gentile, poteva almeno fare una foto ricordo di gruppo con tutti noi. E’ come se avesse snobbato una piccola cittadina», il parere di una mamma. 

Eppure Emiliano Giambelli, questo il vero nome del rapper classe ’89, durante il soggiorno sangiorgese durato una settimana era stato molto disponibile con tutti, tanto da visitare gran parte dei locali senza tirarsi indietro alle richieste di foto. La data zero del suo tour era invece filata liscia pur se non c’è stato un pienone. D’altronde Emis fa rap che è uno stile di nicchia anche se l’artista è conosciutissimo anche per essere stato conduttore del programma su Sky Sport “Goal Deejay” oltre che giudice su “The Voice”. «Vedo che c’è un pubblico eterogeneo, vi ringrazio tutti, Scusateci per gli errori che commetteremo ma siamo alla prima», era partito così Emis, in un ring col microfono in mano per un’ora e mezza buona. Il parterre del palas lo ha seguito sempre con molto trasporto e un vero e proprio delirio si è scatenato durante la canzone “Maracanà”, divenuta celebre nell’estate del 2014 accompagnando i Mondiali di Calcio in Brasile.
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Martedì 21 Marzo 2017, 06:05 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2017 06:05

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