Italia, meno pensioni e sempre più povere.
Invalidità, al Sud il doppio del Nord

Meno pensioni e sempre
più povere. Invalidità,
al Sud il doppio del Nord
di Lorena Loiacono
ROMA - Sempre meno e sempre più poveri. Per gli italiani il momento della pensione sembra non voler arrivare mai. All'appello infatti, nel 2015, mancano 80mila pensionati. Tanti sono quelli in meno rispetto al 2014. Se il confronto si fa con 7 anni prima, il 2008, ce ne sono ben 600mila in meno.

A rivelarlo sono i dati dell'Istat, raccolti nel Focus sulla condizioni di vita dei pensionati negli anni 2014-2015. Il calo maggiore emerge soprattutto tra i pensionati di invalidità previdenziale con quasi 76 mila presenze in meno, quelli di vecchiaia quasi 42 mila in meno e tra i superstiti pari a circa 33 mila in meno.

Sono in aumento invece i pensionati sociali di 11 mila unità e quelli d'invalidità civile con 42 mila. La metà dei pensionati, il 46,9%, risiede al Nord, il 30,9% al Sud e solo il 2,7% all'estero. Le donne sono il 52,8% e ricevono mediamente importi di circa 6 mila euro in meno rispetto agli uomini. I redditi dei nuovi pensionati sono mediamente inferiori a quelli dei cessati: 15.197 contro 16.015 euro, con una differenza di 818 euro, e ai redditi dei pensionati sopravviventi di 17.411 euro.

Ma il 2015 è stato anche l'anno del boom dei nuovi pensionati, fuoriusciti tutti insieme dal mondo del lavoro dopo il blocco della legge Fornero del 2011, l'Istat ne conta infatti quasi 100 mila in più per la categoria di vecchiaia. Si è passati dai 256.611 del 2014 ai 351.990 del 2015 con un netto aumento di 95.379 nuove presenze, pari al 37,2%.

L'istituto di statistica rileva anche che, al Sud, la percentuale delle pensioni di invalidità è praticamente doppia rispetto al Nord: per l'invalidità ordinaria si tratta dell'8,3% contro il 3,8%, per le pensioni di invalidità civile del 20,3% contro il 10,7%.
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Venerd├Č 16 Dicembre 2016, 11:40 - Ultimo aggiornamento: 16-12-2016 13:17

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