Pesaro, Mostra del Nuovo Cinema
con uno sguardo su donne e '68

Donne, '68 e Carmelo Bene
al centro della Mostra
del Nuovo Cinema di Pesaro
di Lucilla Niccolini
PESARO - “Ritorno al futuro”. Anche se il film di Zemeckis non sembra adatto alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, potrebbe calzare come sigla dell’edizione numero 54, presentata ieri all’Institut Français di Roma. Dal 16 al 23 giugno il presente si proietta nel futuro mandando indietro il nastro. «Studiamo il cinema di oggi, prendendo spunti e collegamenti dal passato per progettare il cinema del futuro», ha detto Bruno Torri, presidente del comitato scientifico, nell’annunciare che, con le Lezioni di Storia di Federico Rossin dal titolo “Sperimentare il ‘68”, sarà festeggiato il cinquantenario del fatidico anno.
E poiché il segno distintivo della mostra è da sempre quello di mantenere alta l’attenzione sui grandi cineasti che hanno rivoluzionato la grammatica cinematografica, una retrospettiva è dedicata Marc’O, al secolo Marc-Gilbert Guillaumin: il suo “Les Idoles” fu presentato proprio a Pesaro cinquant’anni fa. E una sezione vede protagonista Carmelo Bene, di cui si proietteranno in Pescheria i rushes di “Nostra Signora dei Turchi”, della durata di undici ore e mezza, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale. E quasi commovente è l’omaggio a Carlo delle Piane, insieme al grande Ermanno Olmi, di cui ha interpretato alcuni film. Il cinema che verrà è “Satellite - Visioni per il cinema futuro”, la sezione d’avanguardia, non competitiva. «Mi piace pensare a Satellite come a una sorta di laboratorio sempre aperto», ha detto il direttore artistico Pedro Armocida, prima di dar conto del Premio Miccichè: «In concorso, assieme ad altri cinque provenienti da tutto il mondo, c’è un film proiettato nel futuro come l’ultimo di Johann Lurf (ha solo il segno grafico di una stellina per titolo, ndr). Poi, “John McEnroe: in the realm of perfection”, un saggio teorico su uno dei più grandi tennisti del mondo, del francese Julien Faraut, e “Zerzura” dello statunitense Christopher Kirkley, girato in Niger. Ancora: “América” degli statunitensi Erick Stoll e Chase Whiteside, struggente ritratto di una famiglia messicana, mentre l’Italia è rappresentata da “Beware! The Dona Ferentes” di Daniele Pezzi. Infine “Los años azules” della messicana Sofía Gómez Córdova è un coraggioso esordio con una squadra quasi tutta al femminile».
Riferimento importante, il suo, dal momento che è dedicato alle donne l’evento speciale, l’intera sezione “We Want Cinema-Sguardi di donne nel cinema italiano”. C’è anche la pubblicazione edita da Marsilio, a cura di Laura Buffoni, del comitato scientifico, che ha ricordato come nell’industria cinematografica del nostro paese esse rappresentino solo il 10%. La rassegna sarà commentata da una tavola rotonda e da incontri con la nostra Lucia Mascino e Sonia Bergamasco, Silvia Calderoni e Roberta Torre, per citarne solo alcune. E la sezione tradizionalmente dedicata al cinema russo non poteva che essere tutta in rosa.
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Sabato 9 Giugno 2018, 11:56 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2018 11:56

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