Mandi Mandi choc: «Rovinato da Equitalia
sono senza casa. Vorrei lavorare»

Mandi Mandi choc
«Rovinato da Equitalia, sono
senza casa. Vorrei lavorare»
di Domenico Zurlo
Vi ricordate di Marco Milano, alias Mandi Mandi? Per anni volto di Mai dire gol con Teo Teocoli e la Gialappa's Band, e poi passato alla Rai a Quelli che il calcio, ai tempi della conduzione di Simona Ventura. Ma che fine ha fatto Marco Milano, ormai assente dalla tv da qualche tempo? «Sei bellissima e simpaticissima», era il suo mantra all'epoca di Mai dire gol, quando Mandi Mandi era davvero famosissimo.

Purtroppo Mandi Mandi è stato travolto da alcuni guai con il fisco, e poi da problemi personali, e per lui è stato un periodo nero: lo ha raccontato oggi al Tgcom24, che lo ha intervistato. E le sue parole non sono il ritratto dell’allegria: «Non ho più nulla - dice - ma non voglio dipendere dagli altri, vorrei tornare a lavorare». Marco Milano ha ora 57 anni: la sua carriera tv era iniziata nel 1985, sia davanti alle telecamere sia dietro le quinte come autore.

Le ultime apparizioni a Colorado nel 2014: «Poca roba, solo sei puntate - ricorda - non avevo la testa per rendere al meglio. Colpa di una vicenda legata a Equitalia e Agenzia delle Entrate, nel 2008, con una serie di cartelle esattoriali molto pesanti». La responsabilità, dice Mandi Mandi, era dei suoi commercialisti: «Per quattro anni avevano sbagliato tutte le dichiarazioni, mi sono trovato di fronte a debiti con lo Stato a cui non potevo far fronte. Mi hanno portato via la casa, mi hanno distrutto».
 

Nel 2014, dopo Colorado, altri problemi: «La mia ragazza mi ha lasciato, dopo qualche giorno è morto anche mio padre. Mi sono chiuso in casa in Maremma per 15 giorni senza mangiare, volevo morire, poi è arrivato un angelo custode che mi ha salvato - racconta - Ero lì in casa, qualcuno mi ha chiamato e poco dopo è arrivata un’ambulanza che mi ha salvato la vita».

Lasciata quella casa in Toscana, Marco Milano è ora ancora in difficoltà: «Sono senza fissa dimora, giro dove ci sono amici che mi possono ospitare. Ma non voglio vivere sulle spalle degli altri, non chiedo altro di tornare a lavorare. Se ci fosse il lavoro tornerei a vivere, con il lavoro ti senti realizzato». «Il lavoro di un comico è difficile, devi avere serenità mentale per far ridere: io ero schiacciato da cartelle e ricorsi».
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Venerdì 19 Ottobre 2018, 14:46 - Ultimo aggiornamento: 19-10-2018 15:17

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