Balene e giardini su scarpe vegane
Quando il fashion diventa ecologico

Balene e giardini su scarpe
vegane: quando
il fashion diventa ecologico
di Maria Teresa Bianciardi
I giganti del mare stampati su calzature vegane, i giardini fioriti vestono la femminilità in primavera, i filati diventani biologici e certificati. Quello della moda diventa un mondo sempre più sostenibile e animalista, tanto che sono molti gli stilisti pronti a dire addio alle pellicce e disegnare collezioni in sintetico ma di gran lusso: capispalla centopercento ecologici eppure praticamente identici al pelo naturale senza però sottoporre a tortura i poveri visoni.

Le collezioni
A Firenze nasce una linea di calzature vegane, dedicate alla salvaguardia delle balene grigie, delle megattere e delle loro rotte migratorie. L’idea è della griffe Toms, non nuova a progetti eco-etici di questo tipo, che lancia oggi il nuovo progetto: in collezione ci sono 9 modelli (uomo, donna e bambino), in edizione limitata, con prezzi tra 40 e 70 euro. Le stampe e i disegni ricordano proprio il grande animale marino e le sue rotte nell’oceano. Ma la linea non è solo eco-etica nella produzione, infatti una parte del ricavato dalla vendita delle calzature andrà a sostegno dell’associazione Oceana, fondata nel 2001 e attiva nella protezione delle balene e di altre specie marine. Con le sue campagne scientifiche, ad oggi, Oceana ha avuto modo di proteggere un milione di chilometri quadrati di oceano e moltissime balene, squali, tartarughe marine e altre creature del mare.



Fiori in libertà
Un giardino con un trionfo di fiori che crescono in libertà: campanule, peonie, violette, gerani e fresie che si arrampicano su marmi e graniti di un parco immaginario. È questa l’immagine che ha nella testa Giambattista Valli, che celebra i fiori e una «bellezza fresca da raccogliere come un fiore» nella sua collezione haute couture per l’estate 2018: 51 abiti d’alta moda tra velluto, trionfi di macramè, paillettes floreali e petali di seta. «È una donna che rispetta se stessa, la natura e il suo lifestyle - racconta Valli dal backstage - Mi piace l’idea di questa dea che cade in un giardino come se fosse un umana, sono affascinato da questa idea». È un mondo tra reale e irreale, con un gruppo di dee in un giardino abbandonato. «Ognuno ha il suo dono, io ho questa ricerca ossessiva della bellezza, così fresca e infinita, da raccogliere come un fiore», dice Valli. Ma i colori arrivano pian piano, la sfilata, cui assistono clienti e amiche dello stilista, tra cui Bianca Brandolini D’Adda e Chiara Ferragni, inizia in bianco e nero. «È una storia del disegno, con la matita nera sul foglio bianco. Poi piano piano si colora con stampe e ricami», racconta Valli, che celebra il lavoro del suo atelier e «questo lato straordinario delle mani».



I tessuti
Anche la filatura punta sull’innovazione, ma che sia responsabile. In primavera sarà un trionfo di lino biologico e seta, leggeri bouclé, nuove miste con lino e fibre naturali, inediti effetti mouliné, cotoni. Il processo delle tinture avviene con coloranti sostenibili e certificati, mentre le lavorazioni puntano a posizionarsi in stabilimenti alimentati da energia idroelettrica e solare. Lino biologico e la seta pettinata cruelty free, anche Filpucci dice no a dispersioni di acqua, energia e materiali abbattendo fattori e processi inquinanti: nasce così una linea esclusivamente creata con fibre eco-naturali e filamenti eco-artificiali. Lana Gatto si butta sulla ciniglia naturale (80% cotone) in mix con il lurex ton-sur-ton. In effetti si confermano un must del 2019 i filati scintillanti, arricchiti di micro paillettes, lurex, catenelle. Monticolor invece propone l’innovativa fibra Deocell che elimina gli odori sgradevoli a livello molecolare, è delicata sulla pelle mantenendo il suo stesso Ph ed inibisce la crescita di batteri resistenti (testata da laboratori specializzati).
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Giovedì 8 Febbraio 2018, 13:29 - Ultimo aggiornamento: 08-02-2018 13:29

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