Il miracolo del miele con gli Annibali
Famiglia di apicoltori fin dal 1890

Il miracolo del miele
con gli Annibali: famiglia
di apicoltori fin dal 1890
di Elisabetta Marsigli
Non esistono tanti alimenti naturali così preziosi e genuini come il miele, la cui bontà dipende da due fattori: il lavoro delle api per produrlo e l’intervento dell’uomo per estrarlo e metterlo a disposizione del consumatore. La sinergia di api e apicoltori è il binomio fondamentale per ottenere la massima qualità: un lavoro che va fatto con passione e dedizione fin dal processo di estrazione dai favi, nella decantazione (ovvero eliminazione dell’aria incorporata durante la centrifugazione e il travaso), fino all’invasettamento finale. L’Italia, per le diverse vocazioni ambientali del suo territorio, è l’unico Paese al mondo in cui la produzione di miele è caratterizzata da 30/40 diverse fioriture tipiche: un territorio esclusivo per assortimento e qualità dei mieli prodotti.



Uno spettacolo della natura
La Mieleria Annibali, ha una lunga storia familiare che risale all’incirca al 1890, grazie al bisnonno Giovanni, che ha trasmesso la passione a ben 4 generazioni di apicoltori. Da qui è nata la piccola azienda a Casinina di Auditore, nel Montefeltro, che si occupa di allevare le api con tecniche moderne, senza mai perdere di vista gli insegnamenti del bisnonno. «Quando mio padre mi faceva vedere le api - racconta Fabrizio Annibali - mi ricordo che andavamo spesso a trovare un altro anziano apicoltore della zona che aveva imparato le tecniche dal mio bisnonno». Dopo Giovanni sono venuti nonno Aldo, babbo Nefaldo ed ora Fabrizio che, dopo alcuni anni passati a fare il rappresentante farmaceutico, ha deciso di riprendere l’attività di famiglia, perché le api hanno il loro fascino: «È sempre stato il mio piano B: era quello che avrei voluto fare, perché la passione del bisnonno ce l’avevamo tutti. È quasi una malattia, ma quando ti prende è bellissimo perché è uno spettacolo della natura ogni giorno». Tra le specialità della Mieleria Annibali è il miele d’acacia che è appena stato preparato e la cui produzione di quest’anno si aggira intorno agli 11/12 kg ad arnia. La bontà è determinata dal territorio circostante: «Nella nostra zona ci sono solo aziende che producono prodotti biologici, questa è una realtà un po’ di tutto il Montefeltro e rara in altri posti: una tale concentrazione di aziende bio permette alle api di produrre un miele eccezionale. Poi, ovviamente, c’è la lavorazione, e l’attenzione, che io e mia moglie Patrizia mettiamo in questa fase, è massima».



Come si produce il miele
La lavorazione umana del miele inizia dopo il periodo delle fioriture, quando l’opera delle api è terminata. Gli effetti benefici del miele derivano dal fatto che può essere consumato così come ce lo forniscono le api, senza nessuna manipolazione che ne modifichi le caratteristiche. L’apicoltore, infatti, si limita a seguire ed assecondare il lavoro delle api: una volta tolti i melari (contenitori che contengono i favi colmi di miele), in laboratorio si effettua l’estrazione, che avviene grazie allo smielatore il quale per la forza centrifuga fa fuoriuscire il miele dai favi, che vengono svuotati del loro contenuto poi dirottato verso grandi contenitori in acciaio detti decantatori o maturatori. Segue poi la filtratura e la decantazione, quest’ultima per far emergere le bollicine d’aria incamerate durante la smielatura. Rimossa la schiuma di bolle superficiali, viene invasato verticalmente: i primi barattoli sono cioè riempiti con il miele che sta in fondo al secchio perché le eventuali impurità si trovano in superficie. Il miele contiene pochissime sostanze inquinanti, perché sono le api a fungere da filtro biologico e muoiono appena vengono in contatto con sostanze tossiche.



Un miele per ogni necessità
Da millenni il miele viene usato come rimedio naturale e non solo come dolcificante. Esistono tanti tipi di miele, ognuno con le sue specifiche proprietà: Annibali ne produce di acacia, millefiori, di castagno, di girasole, di coriandolo, fino alla melata, un tipo di miele molto raro, vero toccasana anche per gli sportivi e che aiuta a prevenire le malattie da raffreddamento. Il miele di acacia è ottimo per dolcificare i pasti ai neonati, ai quali è proprio consigliato per la sua alta digeribilità, e le bevande in genere, perché non ne altera i sapori, senza dimenticare che è anche un disintossicante del fegato, combatte l’acidità di stomaco, regola l’intestino ed è leggermente lassativo. Il millefiori è utile, in genere, negli stati di affaticamento, nelle anemie e per la convalescenza. È uno dei mieli più completi perché viene raccolto su una infinità di fiori diversi. Il castagno è indicato nei casi di cattiva circolazione, nell’anemia e nell’affaticamento in generale perché ricchissimo di sali minerali e calcio e stimola la produzione dei globuli rossi. Il girasole è un antinevralgico, febbrifugo e diuretico. È consigliato come ricostituente, per chi soffre di stomaco o di raffreddore ed è utile nelle alterazioni del colesterolo, oltre ad aiutare a fissare il calcio nelle ossa. Il coriandolo ha proprietà benefiche per stomaco e intestino.



Il polline, un toccasana per la nostra salute
Anche il polline ha importanti proprietà per la nostra salute: le palline che vediamo all’interno dei fiori rappresentano la parte fecondante del fiore. Le api lo raccolgono per nutrire le larve in via di sviluppo e l’apicoltore riesce a prenderne una parte mettendo delle piccole trappole davanti alle arnie: «È come andare a prendere le uova alle galline» scherza Fabrizio Annibali, ma le sue proprietà sono infinite. È composto da proteine, amminoacidi, glucidi (zuccheri), lipidi (grassi), enzimi e sali minerali come potassio, silicio, ferro, magnesio, zolfo, calcio, manganese, rame e fosforo. È un alimento ricco di un gran numero di vitamine del tipo A e del tipo B ed è un antidepressivo, sia a livello fisico che intellettuale, un antianoressico, con proprietà di antibiotico naturale. Si usa, essiccato, in un cucchiaino da caffè a colazione per il tempo che si reputa necessario, per il tempo necessario alla propria cura.



Nocciola e zenzero, largo all’originalità
Sappiamo tutti come il miele sia anche un’ottima occasione di merenda, ma che dire della “nutella delle api”? Nocciola è una delle particolarità di Annibali ed è la combinazione di miele di acacia e pasta di nocciola gentile del Piemonte. Insieme creano una pasta omogenea spalmabile, ricca di sapori e profumi. Energia pura, che unisce le proprietà di miele, polline, pappa reale e propoli. Un prodotto che ha creato tanta curiosità e apprezzamento realizzato con l’aggiunta del 9% di crema di nocciole: ottimo da spalmare sul pane o per concludere un pasto, con lo stesso effetto di un cioccolatino prelibato. Ma le curiosità non finiscono qui: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, Annibali non smette di sperimentare gusti e sapori che ben si sposano con il miele: è il caso di “miele e zenzero” che unisce le proprietà del miele con quelle dello zenzero, che è, tra le altre cose, anche un antinfluenzale (febbre raffreddore, catarro). Con un cucchiaino e un po’ di acqua calda ci si può preparare un efficace e genuina tisana.
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Sabato 9 Giugno 2018, 14:53 - Ultimo aggiornamento: 09-06-2018 14:53

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