Roma, sieropositivo contagiò decine di donne, gli avvocati difensori: «Non è un mostro»

Roma, sieropositivo contagiò decine di donne, gli avvocati difensori: «Non è un mostro»
Valentino Talluto, il sieropositivo romano accusato di aver infettato almeno 30 donne attraverso rapporti sessuali non protetti, «ha già avuto il suo fine pena, perché in ogni caso rimarrà per tutti "l'untore", qualunque sia la sentenza». Lo ha detto uno dei difensori dell'uomo, Tiziana De Biase, nel corso della sua arringa al processo che vede Talluto imputato per epidemia dolosa e lesioni gravissime. Per lui la procura ha chiesto una condanna all'ergastolo. «Era lui il colpevole già durante l'indagine - ha aggiunto la penalista - ed e stato considerato "l'untore" nonostante il suo ceppo virale di hiv sia quello più diffuso in Italia e in Europa».

«Talluto non è il terrorista che si fa esplodere in una piazza dove ci sono 50 donne - ha detto ancora l'avvocato De Biase - hanno descritto questo ragazzo come un mostro. Le ragazze in realtà lo conoscono molto bene e sanno che Valentino non è quel mostro». Per Maurizio Barca, altro difensore dell'imputato, quello del suo assistito «è stato un comportamento irresponsabile dal punto di vista colposo, ma non voleva trasmettere il virus. La sua è stata leggerezza e stupidità, ma non voleva diffondere il virus». La sentenza è prevista venerdì prossimo.
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Mercoled├Č 25 Ottobre 2017, 23:20 - Ultimo aggiornamento: 26-10-2017 20:12

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