Abruzzo, Salvini sfotte Legnini: «Festeggia pur essendo arrivato secondo»

Abruzzo, Salvini sfotte Legnini: «Festeggia pur essendo arrivato secondo»
di Mario Ajello
È in arrivo Matteo Salvini a L'Aquila e intanto sfotte Giovanni Legnini, candidato governato del centrosinistra (a sua volta in conferenza stampa nella città abruzzese) che "festeggia pur essendo arrivato secondo". Ma sbaglia il leader leghista. Perché il buon piazzamento di Legnini, che ha battuto abbattuto i 5 stelle dati alla vigilia per fortissimi e insuperabili, fotografa una serie di novità importanti.

La prima: è finita l'anomalia italiana dei due populismi, uno di destra (la Lega) e uno di sinistra (i grillini), che si spartiscono il campo e non ce n'è per nessuno. Si torna invece, e la riprova sarà il voto in Sardegna il 24 febbraio, al bipolarismo classico: centrodestra contro centrosinistra e viceversa. Infatti Legnini ha in parte preso voti ai 5 stelle, perché non tutti dei 176.841 consensi persi da Di Maio sono finiti a Salvini (che ha rosicchiato da quella parte ma anche presso Forza Italia che è precipitata sotto il 10 per cento).

La lezione Legnini dice questo: quando viene schierato un candidato autorevole (e l'ex vice presidente del Csm lo è in dosi massicce e riconosciute perfino dai leghisti), una figura capace di essere trasversale perché pragmatica e non ideologica, un personaggio radicato nel territorio e non paracadutato da qualche nomenklatura, il centrosinistra può tornare in partita, anche se il campo di gioco - l'Italia al tempo del populismo e del rigetto verso la competenza - è profondamente minato. Ma sminabile: e questo è il bello della politica.
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Lunedì 11 Febbraio 2019, 15:00 - Ultimo aggiornamento: 11-02-2019 15:00

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