Pesaro, San Giovanni chiusa dopo
le scosse: a preoccupare è la cupola

Chiesa di San Giovanni
chiusa dopo le scosse
A preoccupare è la cupola
PESARO - Sono passati ormai quasi quattro mesi da quando, lo scorso 26 ottobre, la chiesa monumentale di San Giovanni, in via Passeri, è stata chiusa per i danni causati dal sisma. Quattro mesi di inevitabili disagi anche per i frati del convento. «Aspettavamo un sopralluogo della commissione di Ancona, ma è saltato perchè sono stati impegnati a Gradara – spiega padre Lorenzo – ma quanto prima verranno anche qui. A noi dispiace molto per questa situazione, i fedeli si sono organizzati diversamente, partecipando alle messe in altre chiese».
I frati di San Giovanni, nonostante la chiusura dell’edificio di culto principale, sono riusciti a ricavare uno spazio per le funzioni nella cappella del complesso monumentale. «E’ stata fatta la verifica ed è risultato tutto in ordine – continua Padre Lorenzo – è una cappella invernale che può ospitare fino a 20 persone, nella quale celebriamo le funzioni religiose». I tecnici comunali hanno verificato la situazione dentro la struttura del centro storico nei giorni successivi alla forte scossa del 30 ottobre. Il lavoro più delicato, a quanto pare, riguarda la verifica dei danni nella sommità della cupola di San Giovanni. Per effettuare le verifiche era stata fatta una ricerca per trovare una ditta con un mezzo speciale, che combini un peso non eccessivo, con un’opportuna altezza operativa, di 25 metri, considerata la presenza di cavità sotto il pavimento della chiesa. Poi il dossier è passato alla commissione regionale, in attesa che arrivino a Pesaro per emettere, una volta per tutte, la diagnosi sullo stato di salute della chiesa di San Giovanni.
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Venerd├Č 17 Febbraio 2017, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 17-02-2017 07:25

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