Fano, ferite dopo la caduta nel loculo:
chiede 1,2 milioni di risarcimento

Gravi ferite dopo la caduta
in un loculo: chiede
1,2 milioni di risarcimento
FANO - Una quarantina i soggetti chiamati in causa, una dozzina gli avvocati impegnati e più di otto anni senza riuscire non solo ad arrivare ad una conclusione, ma semplicemente ad entrare nel merito della vicenda. Anche perché, nel frattempo, due dei citati sono deceduti, il processo si è dunque interrotto e per farlo ripartire tutt’ e due le volte c’è voluto il suo tempo.
La vicenda è quella drammatica di un uomo che insieme alla sua bambina di meno di un anno precipita per più quattro metri nel sepolcro sotterraneo della cappella funeraria di famiglia al cimitero di Rosciano per il cedimento del pavimento in marmo. Devono intervenire i vigili del fuoco, che prima calano una dottoressa del 118 all’interno per i primi soccorsi e poi riportano in superficie l’uomo, infine trasferito in eliambulanza all’ospedale di Torrette di Ancona dove vengono rilevati traumi e fratture multiple che richiederanno una serie di interventi chirurgici. «Inizialmente abbiamo citato il Comune di Fano, in quanto proprietario del cimitero, e le due persone cui era riconducibile la titolarità della concessione della cappella» spiegano i legali, che però strada facendo si sono trovati a confrontarsi con una controparte molto più articolata. Perché i due invitati a rispondere delle conseguenze dell’episodio hanno a loro volta chiamato in causa non solo la ditta cui tredici anni prima era stata affidata la ristrutturazione della cappella, ma una serie di altri parenti e fra questi anche la mamma dell’uomo. Tutto originato dal fatto che quella cappella è dell’inizio del secolo scorso e le due famiglie che l’avevano realizzata nei decenni si sono ovviamente ramificate. La richiesta di risarcimento complessivamente supera il milione e duecentomila euro.
 
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Venerdì 13 Aprile 2018, 08:20 - Ultimo aggiornamento: 13-04-2018 08:20

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