Vedovo assassino per vendetta, Di Lello: «Fatemi uscire dal carcere»

Vedovo assassino per vendetta, Di Lello: «Fatemi uscire dal carcere»
Il vedovo-vendicatore di Vasto chiede di uscire dal carcere. A 15 giorni dall'arresto, ha presentato domanda di riesame del provvedimento cautelare. Una finezza giuridica per dire che Fabio Di Lello, il 34 enne vastese dallo scorso 1 febbraio in cella con l’accusa di aver assassinato Italo D’Elisa, 21 anni, vorrebbe gli arresti domiciliari.

La marcia della difesa verso il processo fa registrare la mossa di Pierpaolo Andreoni e Giovanni Cerella: a loro dire il regime carcerario è incompatibile con le condizioni di Fabio Di Lello, «per la grave situazione psicologica e psicofisica in cui versa». «Sta malissimo – sottolineano i legali – piange di continuo e non riesce a venir fuori dallo stato di profonda prostrazione». Secondo i legali, dunque, ci sarebbero le condizioni per chiedere al giudice di rendere meno afflittiva la detenzione cautelare dell’uomo.

Di Lello, due settimane fa, ha ucciso con tre colpi di pistola calibro 9 Italo D’Elisa davanti a un bar di viale Perth: per la procura, che procede per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, si è trattato di un’atroce vendetta. Di Lello si sarebbe vendicato della morte della moglie, Roberta Smargiassi, 34 anni, travolta e uccisa sette mesi e mezzo fa dall’auto condotta dal 21 enne. Andreoni e Cerella puntano alla seminfermità mentale del loro assistito e per questo hanno già messo su un ponderoso dossier sul suo stato di salute, progressivamente peggiorato dopo la morte della moglie.
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Giovedì 16 Febbraio 2017, 11:17 - Ultimo aggiornamento: 16-02-2017 11:36

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