Look occidentale e azioni solitarie dei killer francesi

di Alessandro Orsini
Ci domandiamo quale futuro l’Isis ci riserverà. La risposta più probabile è che sarà un futuro di lupi solitari. L’Osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss ha registrato 21 attentati con morti in Europa Occidentale dal 2015 a oggi e li ha distinti in tre categorie: gli attentati pianificati dai capi dell’Isis, gli attentati delle cellule autonome, e cioè gruppi di amici che non sono in contatto con i vertiti dell’organizzazione, e gli attentati dei lupi solitari. Nel 2018, si sono verificati quattro attentati, tutti per mano di lupi solitari.
Nell’ordine: l’attentato di Carcassonne del 23 marzo, l’attentato nei pressi del teatro dell’opera di Parigi del 12 maggio e quello di Liegi del 29 maggio, a cui si aggiunge quello contro il mercato natalizio di Strasburgo dell’11dicembre. 

Se passiamo dall’analisi delle stragi al profilo degli attentatori, troviamo tre elementi in comune. Essi sono: immigrati per lo più di seconda generazione, piccoli criminali e convertiti. Sono convertiti perché non erano musulmani e lo sono diventati, non avendo ricevuto un’educazione religiosa. Sono immigrati di seconda generazione perché, invece di penare come i genitori, asserviti e sfruttati, avrebbero voluto diventare ricchi e famosi, senza riuscirci. Avevano sogni occidentali, ma, a causa di un sistema molto penalizzante per loro, sono caduti nella marginalità sociale, che li ha spinti verso la piccola criminalità. Sono piccoli criminali perché, essendo colpiti da marginalità sociale, non hanno sentimenti di lealtà o di fedeltà verso la società circostante. 

Quanto alle ragioni principali per cui gli attentati jihadisti si concentrano contro la Francia, sono due. La prima è che la Francia ha un numero molto alto di individui radicalizzati. La conseguenza ovvia è che le probabilità che venga colpita la Francia sono molto più alte delle probabilità che venga colpito un Paese con molti meno ammiratori di al <HS9>Baghdadi. È possibile probabile che venga colpito un Paese con 100 individui radicalizzati, ma è molto più probabile che venga colpito un Paese che ne ospita 20mila. La seconda ragione è che La Francia è molto impegnata nella lotta frontale contro le organizzazioni jihadiste. Questo comporta che gli islamisti francesi abbiano molte motivazioni per entrare in azione contro il governo francese, che fornisce loro molti “fattori di attivazione”. 
È semplice: un Paese europeo con molti jihadisti, che uccide molti jihadisti, subisce molti attentati jihadisti. Il futuro continuerà molto probabilmente a essere un futuro di lupi solitari perché i capi dell’Isis sanno che investire in Occidente è tempo sprecato. I musulmani d’Occidente sono sordi ai richiami dell’Isis come lo sono stati ai richiami di al Qaeda. I fatti dimostrano che non vogliono farsi saltare in aria. È agevole spiegare perché.

I musulmani che sbarcano sulle nostre coste agognano di vivere come gli occidentali. Cercano soldi e libertà. Se fossero attratti dagli abiti tradizionali, le barbe lunghe, il burqa e un’economia di sussistenza, cercherebbero di raggiungere le grotte dell’Afghanistan, piuttosto che rischiare di annegare per raggiungere le coste della Sicilia. Vengono qui perché non vogliono andare lì. I musulmani africani vorrebbero assomigliare agli occidentali e non ai talebani. Coloro che si sono radicalizzati volevano essere come “noi”, ma alla fine sono diventati come “loro”. 
In un contesto simile, al Baghdadi non può fare altro che invitare alla jihad solitaria. Non gli costa niente. Tutto ciò che riesce a ricavare è guadagnato. Anche se il “guadagnato” è soltanto lo specchio di un fallimento annunciato. 

aorsini@luiss.it
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Giovedì 13 Dicembre 2018, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 13-12-2018 00:00

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