Civitanova, una raffica di colpi
nelle case ​per rubare le supercar

Una raffica di colpi a segno
nelle abitazioni
per rubare le supercar
CIVITANOVA - Sono sei i civitanovesi finiti nel mirino di una banda di ladri specializzata in furti nelle abitazioni finalizzati all’asportazione di auto di grossa cilindrata. E partendo da quei furti, tutti commessi nel 2010, gli inquirenti sono riusciti a individuare una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei colpi. Ieri mattina per quattordici persone (otto albanesi, tre napoletani, una romena, un macedone e un romano) si è celebrata l’udienza preliminare davanti al Gup Maria Annunziata Nocera e al pubblico ministero Enrico Riccioni. Secondo il sostituto procuratore – che è anche titolare dell’indagine – l’organizzazione, dedita ai furti finalizzati all’asportazione di auto di grossa cilindrata con le relative chiavi di accensione, sarebbe composta da dieci persone. A capo della banda ci sarebbe un albanese di 36 anni, indicato nelle conversazioni come “Lui”. Da quanto emerso, il boss non aveva un cellulare, a fare da tramite tra lui e gli altri partecipanti al sodalizio, sarebbe stata la moglie trentacinquenne romena. 
Anche gli stessi partecipanti, per evitare di essere intercettati e rintracciati cambiavano spesso utenza telefonica, così la moglie del capo avrebbe fatto da “staffetta” con le auto rubate, custodendo le relative chiavi di accensione. Uno dei napoletani invece, sempre stando alla versione accusatoria, avrebbe ricevuto direttamente le auto rubate e, con l’aiuto di un collaboratore, avrebbe modificato i telai abbinando a ciascuna auto i documenti contraffatti.
Ieri mattina l’udienza è stata rinviata al prossimo 31 maggio perché alcuni degli imputati sono irreperibili. Gli imputati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Marco Fabiani, Giacomo Galeota e Antonella Passalacqua. 
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Giovedì 12 Gennaio 2017, 05:45 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2017 05:45

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