Appignano, due casi di tubercololsi:
«Ma non c'è il rischio del contagio»

Due casi di tubercolosi
Sindaco rassicura: «Non c'è
il rischio del contagio»
APPIGNANO - I casi di due persone colpite da tubercolosi creano allarme e preoccupazione nella popolazione appignanese. Al punto che, sia il sindaco Osvaldo Messi che il Dipartimento di prevenzione dell’Area Vasta 3 dell’Asur , intervengono con un comunicato congiunto apparso sul sito del Comune per rassicurare che non esistono pericoli di contagio. Ad essere state colpite dalla tbc sono due persone adulte sudamericane che hanno effettuato un viaggio all’estero dove hanno contratto l’infezione che poi è stata scoperta una volta ritornati ad Appignano.
Massimo riserbo delle autorità su identità delle persone che hanno contratto la tubercolosi. Entrambe vengono curate e monitorate al proprio domicilio da personale dell’Asur. Come da prassi in questi casi, il personale del Dipartimento di Prevenzione dell’Av3 ha tempestivamente attivato tutte le misure di prevenzione e sorveglianza. I familiari e i colleghi di lavoro interessati sono stati direttamente contattati dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e la situazione è assolutamente sotto controllo e non desta allarme. In particolare nessun intervento si è reso necessario per la comunità scolastica. «Abbiamo voluto pubblicizzare questa situazione –spiega il sindaco Messi - per rassicurare i cittadini che non c’è alcuna emergenza. È la prima volta che ad Appignano vengono registrati casi di tbc. Proprio per evitare il passaparola ed un’informazione non corretta, come amministrazione abbiamo deciso di rendere nota la situazione che non è preoccupante e neppure pericolosa per la comunità, visto che è stato prontamente attuato il protocollo previsto in questi casi dall’Asur. Il fatto che la tbc non interessi il sistema delle nostre scuole è già molto rassicurante».
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Venerdì 9 Febbraio 2018, 11:33 - Ultimo aggiornamento: 09-02-2018 11:33

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