Montefortino, esplosione al mercato
Ma è soltanto un'esercitazione

Esplosione al mercato
Ma è soltanto
un'esercitazione
MONTEFORTINO - Un’esplosione improvvisa in un mercato affollato di gente nel centro del paese. Il fumo che si alza. A terra diversi feriti e molti sotto choc. Sono gli effetti di un attentato, ma per fortuna si tratta di una simulazione, con tanto di volontari simulatori Cri, nel ruolo delle persone ferite e con traumi, dalle sembianze di traumatizzati rese molto veritiere dall’abilità dei volontari truccatori.
Un’esercitazione organizzata dal Comitato dei Sibillini della Croce Rossa Italiana in collaborazione col comune di Montefortino, con la mobilitazione di varie forze di sicurezza e dell’emergenza, effettuata sotto la direzione unitaria della Prefettura di Fermo, rappresentata dal viceprefetto Francesco Martino.
Il coinvolgimento
Una simulazione che ha coinvolto alcune decine di volontari della Cri. Dopo la segnalazione dell’esplosione, i primi ad arrivare, visto che sono i più vicini, i carabinieri di Montemonaco e quelli della forestale di Montefortino. Si occupano di mettere in sicurezza l’area dell’attentato e delimitare la zona rossa. Intanto la polizia stradale di Amandola pensa a chiudere la zona al traffico ordinario e lasciare canali liberi per i mezzi dell’emergenza con il supporto della Protezione civile. E’ tutto un dispiegarsi di mezzi e squilli di sirene. I feriti a terra si lamentano e gridano. Immediato è l’arrivo dei vigili del fuoco di Ascoli.
Le tute
Tocca ad uno di loro, con speciale tuta protettiva, entrare nella area dell’attentato per verificare, con apposito misuratore, l’eventuale presenza di contaminazioni chimico-tossicologiche. Dopo l’ok entrano nella zona rossa gli altri vigili del fuoco per spegnere un inizio d’incendio, mettere in sicurezza il perimetro dell’attentato e permettere l’operatività della numerosa squadra sanitaria della Cri per occuparsi dei feriti.

Nel frattempo è stata realizzata una postazione medica mobile avanzata per la stabilizzazione dei traumatizzati prima di essere trasportati negli ospedali con le ambulanze, mentre gli psicologi della Cri sono al lavoro per assistere le persone sotto choc emotivo in seguito all’esplosione. Una simulazione ricostruita con molta fedeltà da sembrare veritiera per le tante persone del pubblico che hanno assistito all’evento. L’esercitazione ha dimostrato l’importanza dell’ordine di intervento delle forze del soccorso e di sicurezza, nonché del coordinamento fra di loro in caso di una maxi-emergenza.

«Un’esperienza che serve molto a chi l’organizza e partecipa attivamente – dice la presidente della Cri Sibillini Valeria Corbelli - per verificare se siamo preparati ad un evento simile. L’esercitazione ci mette alla prova e serve soprattutto per correggere eventuali errori, che poi vengono valutati in un briefing successivo, con il confronto diretto tra coloro che hanno partecipato alla simulazione». Importanza sottolineata anche dal presidente della Cri regionale Fabio Cecconi, che ricorda il valore del ritrovarsi insieme da parte dei volontari per fare formazione, per fare e scambiare esperienze, ma anche per vivere la bellezza dello stare insieme. Tutto per rafforzare sempre più la coscienza del ruolo del volontario Cri.

La simulazione è stata organizzata, in particolare, nell’ambito del Sibillini Cri Camp, incontro formativo che ha visto circa 250 volontari tra quelli provenienti dalle Marche, che hanno seguito i corsi formativi, ed i tanti da varie regioni d’Italia, dal Piemonte alla Sicilia, molti dei quali già intervenuti in aiuto in queste zone montane nel post terremoto. L’auspicio di tutti è che si possano ripetere periodicamente esperienze simili nel territorio dei Sibillini.
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Lunedì 11 Settembre 2017, 05:35 - Ultimo aggiornamento: 11-09-2017 05:35

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