Fermo, palloncini bianchi e la toccante
lettera del papà per l'addio a Matilde

Palloncini bianchi
e la toccante lettera del papà
per l'addio a Matilde
FERMO - Neanche uno spazio vuoto tra i banchi del duomo. Chi non ha trovato posto è rimasto in piedi. In tanti anche fuori dalla chiesa. Una chiesa gremitissima soprattutto di giovani che ieri pomeriggio si sono ritrovati per dare l’ultimo saluto a Matilde Porto, la quattordicenne morta domenica sera per una grave malattia. C’erano i compagni di classe del Liceo classico, gli insegnanti, gli amici degli scout che hanno cantato per lei, gli alunni della scuola media Da Vinci, entrati con in mano delle rose bianche, poi poggiate a terra attorno alla bara. Una bara semplice, di legno chiaro, con sopra una foto della ragazza sorridente. Al primo banco, i genitori stretti ai fratellini di Matilde. Dietro, centinaia di persone. Occhi lucidi, lacrime lungo le guance e abbracci per farsi coraggio l’un l’altro.
A celebrare la messa don Mario Lusek che, nell’omelia, ha usato una metafora presa in prestito dallo scoutismo per parlare del coraggio con cui la ragazza ha affrontato le difficoltà. «Il suo ultimo tratto di vita – ha detto – è stato segnato dalla malattia. Uno strano “hike”, indicato da una strana mappa nella quale si alternavano sentieri impossibili a bivacchi di speranza e dove la fatica di procedere veniva attenuata dalla borraccia piena di amore che la sua famiglia e gli amici hanno saputo passarle». Grande commozione per un messaggio che il papà della ragazza ha dedicato alla figlia. «Ci hai insegnato – le sue parole – che la vita non è solo un insieme di cellule sane o malate che siano». Palloncini bianchi in volo e un commosso applauso hanno accolto la bara all’uscita dalla chiesa.
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Mercoledì 6 Giugno 2018, 12:06 - Ultimo aggiornamento: 06-06-2018 18:43

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