Statali e professionisti, arriva l'equo
compenso per tutti: cosa cambia

Statali e professionisti,
arriva l'equo compenso
per tutti: cosa cambia
Via libera della commissione Bilancio all'emendamento che introduce l'equo compenso: la misura è stata riscritta allargando il raggio di azione dai soli avvocati che svolgono prestazioni a vantaggio di banche, assicurazioni e imprese, a tutti i professionisti, anche a quelli non iscritti ad un ordine. La nuova formulazione prevede poi che anche la pubblica amministrazione debba garantire il principio dell'equo compenso.

Ad esser coperti dall'ombrello dell'equo compenso per i servizi forniti a clienti pubblici e privati (definito dall'approvazione di un emendamento al Decreto fiscale, nella Commissione Bilancio del Senato, ndr), in Italia, potrebbero essere circa «4,4 milioni» di lavoratori autonomi. Ad effettuare la stima è la presidente del Colap (Comitato libere associazioni professionali), Emiliana Alessandrucci: le categorie non regolamentate, spiega, «sono stimate in circa 3 milioni di soggetti». E, se quelle di iscritti ad Ordini e Collegi, come ricordato oggi durante il congresso di Confprofessioni, a Roma, sono composte da «oltre 1,4 milioni» di lavoratori, è possibile dedurre che le norme sulla giusta remunerazione possano riguardare circa 4,4 milioni di persone. 

MADIA: FATTA GIUSTIZIA «L'Equo compenso per i professionisti che lavorano per la P.a è un principio di giustizia. Ottimo lavoro comune con Chiara Gribaudo», responsabile Lavoro del Pd. Così la ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, commentando via Twitter, sotto l'hashtag «riforma della P.a», la novità contenuta nel dl fisco.
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Mercoled├Č 15 Novembre 2017, 15:41 - Ultimo aggiornamento: 15-11-2017 16:15

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