Pensioni, con quota 100 e 62 anni
si rischia grande fuga degli statali

Pensioni, con quota 100
e 62 anni si rischia "fuga"
di statali: escono in 300mila?
Con la quota 100 tra età e contributi con una soglia minima a 62 anni per l'accesso alla pensione l'anno prossimo potrebbero uscire dal lavoro tra i 300.000 e i 400.000 travet invece dei 150.000 previsti con le regole attuali per il collocamento a riposo. La stima è fatta rielaborando i dati del Conto annuale della Ragioneria dello Stato riferiti al 2016 secondo i quali i dipendenti pubblici a quella data con oltre 60 anni di età erano oltre 500.000.

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La grande maggioranza ha carriere molto lunghe ed è quindi probabile che il numero di coloro che avranno la possibilità di uscire (avendo almeno 38 anni di contributi) si avvicini a questa cifra. Il tema a quel punto, soprattutto per gli enti locali, sarà di come mantenere i servizi attivi assumendo nuovo personale. Solo nella scuola, sostiene l'Anief, potrebbero beneficiare subito della misura in 200.000 tra insegnanti e Ata. Per inserire in legge di Bilancio la quota 100 con questi limiti secondo il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon servirebbero tra i 6 e gli 8 miliardi solo il primo anno (altri studi sostengono che l'esborso ulteriore netto per il primo anno è di circa 9 miliardi). Ma il Governo è alla ricerca di risorse anche per varare la pensione di cittadinanza.

«D'ora in poi - ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro, Luigi di Maio - non ci deve essere più nessun pensionato che prende meno di 780 euro al mese». «Questo è il nostro obiettivo - ha risposto a chi domandava se potesse essere varata subito - sta nella legge sul reddito di cittadinanza che istituisce la pensione di cittadinanza». Non è chiaro però quali saranno i criteri e quindi quante saranno le risorse ulteriori necessarie. Se infatti il provvedimento dovesse limitarsi agli assegni sociali (861.000), quelli erogati ad ultra 66,7 anni in stato di bisogno (con un reddito annuo inferiore a 5.889 euro se single) il costo ulteriore sarebbe di circa quattro miliardi l'anno (adesso la media dell'assegno percepito è di 433 euro).

Il costo crescerebbe di molto se si dovesse guardare in generale ai pensionati con pensione integrata al minimo (integrazione che è legata comunque alla presenza di redditi bassi). Ma se si dovesse intervenire solo sull'assegno sociale (erogato ai cittadini italiani e agli stranieri con permesso di lungo soggiorno), prestazione completamente slegata dai contributi versati, ci sarebbe un problema di equità dato si riceverebbe un assegno superiore a una parte consistente delle pensioni previdenziali (basate sui contributi).
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Lunedì 17 Settembre 2018, 20:03 - Ultimo aggiornamento: 18-09-2018 17:28

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