Buoni pasto degli statali, bar e supermercati non accettano più i ticket Qui!. Il ministro Bongiorno: «Intollerabile»

Buoni pasto statali, non più accettati i ticket Qui!
Il ministro della Pa: «Intollerabile»
Un vero e proprio «pasticcio», con i dipendenti pubblici che non possono più utilizzare i loro buoni pasto perché bar, ristoranti e supermercati non accettano più pagamenti con i ticket del gruppo Qui!. Una situazione «intollerabile» che necessita di «soluzioni» e «in tempi brevi», per la ministra della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno. Qualche giorno fa infatti la Consip, fatte le opportune verifiche, ha disdetto la convenzione stipulata con la società genovese per i lotti che interessano le regioni particolarmente popolate da statali, come Lazio, Piemonte e Lombardia.

La vicenda risale a inizio anno, ma ha avuto una svolta negli ultimi giorni: i dipendenti coinvolti sarebbero circa un milione. «Ho già sensibilizzato le strutture tecniche competenti per avere un approfondimento sulle cause e le responsabilità di quanto accaduto», ha detto la Bongiorno. D'altronde non si può negare ai dipendenti quella che a tutti gli effetti è una parte di stipendio (sette euro per ticket, moltiplicati per i giorni di lavoro, sono almeno 140 euro a statale, cifra che torna comoda soprattutto a chi ha buste paga meno pesanti).

La Consip, competente in fatto di acquisti per la Pa, sta affiancando le diverse amministrazioni nella ricerca di un'exit strategy. L'idea è quella di un tavolo pilota, che coinvolga qualche grande ente, per fornire delle indicazioni. Raccogliere i buoni rifiutati e trovare subito un nuovo fornitore per sostituirli potrebbe essere la strada. Certo il rischio è che per qualche tempo i dipendenti restino a secco, in attesa della sostituzione.

Intanto i sindacati dei lavoratori pubblici non mollano la presa, con la Cgil che rivendica «l'estrema urgenza» e «il rimborso» dei buoni in circolazione.

Intanto la Procura di Genova ha aperto un'inchiesta relativa all'insolvenza della Qui! Group: al momento si tratta di un fascicolo 'per atti relativi' affidato al sostituto procuratore Patrizia Petruzziello che starebbe acquisendo in prima battuta i numerosi decreti ingiuntivi da parte dei creditori: le ipotesi di reato a cui starebbe lavorando la Procura sono al momento quella di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta. Il caos dei buoni pasto ha messo in crisi migliaia di lavoratori ma sopratutto gli esercenti commerciali che hanno continuato ad accettare i buoni nonostante da mesi fossero cominciati i ritardi nei pagamenti da parte dell'azienda accumulando così crediti da diverse decine di migliaia di euro.


 
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Venerdì 20 Luglio 2018, 12:18 - Ultimo aggiornamento: 21-07-2018 16:15

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