Bonus bebè maggiorato: +20%
dal secondo figlio. Rottamazioni, più rate

Bonus bebè maggiorato:
+20% dal secondo figlio
Rottamazioni, più rate
di Andrea Bassi
Il «bonus bebé», l'assegno di 80 euro al mese per i nuovi nati, sarà confermato anche nel 2019. Con una novità. Dal secondo figlio in poi la cifra sarà aumentata del 20%. La misura è contenuta nell'emendamento omnibus depositato ieri in commissione Finanze del Senato.

L'intervento da solo vale 440 milioni in di euro 2 anni. Vengono confermate le due soglie di reddito per l'assegno che sarà di 80 euro al mese (960 euro l'anno) per le famiglie con Isee fino a 25 mila euro e raddoppiato, ossia 160 euro al mese (1.920 euro l'anno), con Isee sotto i 7 mila euro. Il bonus vale per il primo anno di vita o di ingresso in famiglia dopo l'adozione. «Abbiamo ritenuto di calibrare la misura sulla base dei dati del trend demografico», ha detto il ministro della famiglia Lorenzo Fontana.

La Commissione finanze, ieri, ha anche dato il via libera all'aumento delle rate per la rottamazione ter. Chi aderisce alla nuova sanatoria delle cartelle esattoriali potrà saldare il suo debito con il fisco dividendo l'importo dovuto in 18 rate da spalmare su 5 anni. Le prime due andranno saldate nel 2019, mentre dal 2020 le rate passeranno a quattro l'anno. Nel 2019 si dovranno quindi versare due rate ciascuna del 10% dell'importo (il 31 luglio e il 30 novembre).

Poi ci saranno altre 18 rate, con 4 appuntamenti l'anno: il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre. I lavori di ieri al Senato, certificano anche l'addio definitivo della maggioranza gialloverde al condono tombale. L'articolo 9 del decreto fiscale è stato totalmente riscritto con un emendamento presentato che cambia titolo diventando «Irregolarità formali». La nuova norma consente di regolarizzare gli errori lievi fatti nelle dichiarazioni dei redditi, dell'Irap e dell'Iva, pagando un forfait di 200 euro per ogni anno d'imposta, fino a un massimo di 5 anni. Nessun provvedimento di saldo e stralcio, oltre agli errori formali, sarà inserito nel provvedimento.

LA RITENUTA
Arriva, invece, la ritenuta dell'1,5% sui money transfer, i trasferimenti in denaro, generalmente fatti dai migranti che inviano denaro a casa, che dall'Italia vanno fuori dall'Unione europea. «A decorre dal primo gennaio 2019 -si legge nella proposta di modifica'emendamento - è istituita un'imposta sui trasferimenti di danaro, al esclusione delle transazioni commerciali, effettuati verso paesi non appartenenti all'Unione europea». Nel decreto, poi, è stato inserito un fondo di 525 milioni per le alluvioni e le calamità naturali. Il fondo, istituito presso il Ministero dell'economia, prevede una dotazione iniziale di 474,6 milioni di euro per l'anno 2019 e di 50 milioni di euro per l'anno 2020.

«In poco meno di un mese - ha spiegato il sottosegretario all'Economia, Massimo Bitonci - abbiamo trovato risorse importanti per dare risposte concrete ai territori colpiti dal maltempo. L'iter di assegnazione prevede», ha aggiunto, «che entro il 31 gennaio 2019 verranno individuati gli enti destinatari, le risorse per ciascun settore, i comparti, i criteri di riparto e gli importi da destinare a ciascun beneficiario, con le relative modalità di utilizzo e monitoraggio». Via libera anche alla norma che prevede la possibilità per la Guardia di Finanza di accedere alla banca dati dei conti correnti e degli altri rapporti finanziari degli italiani. Una svolta salutata con favore dalla vice ministra dell'Economia Laura Castelli.

«Sono veramente contenta», ha detto, «di annunciarvi l'approvazione al decreto fiscale di una norma che permette di fare un grande passo in avanti nella lotta all'evasione. Da oggi la Guardia di Finanza avrà accesso all'anagrafe dei rapporti finanziari così da poter finalmente perseguire in modo più rapido ed efficace chi evade, elude e froda lo Stato».
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Venerdì 23 Novembre 2018, 10:40 - Ultimo aggiornamento: 23-11-2018 12:43

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