Marche, le lamentele dei pendolari
"Treni in ritardo e coincidenze nulle"

Marche, le lamentele dei pendolari
"Treni in ritardo e coincidenze nulle"
ANCONA - Un accorato appello che viene dai pendolari che utilizzano il treno nelle Marche che lamentano disservizi e disagi a causa della mancanza di intermodalità dei trasporti.

"Il mondo - è scritto nella lettera - va di fretta, tutto cambia, ma i problemi dei pendolari rimangano sempre gli stessi. Anzi, si moltiplicano di giorno in giorno nel più completo disinteresse da parte delle Ferrovie dello stato, delle pubbliche amministrazioni e di chi gestisce il trasporto pubblico locale. Alla chiusura delle stazioni  (ultima la Marittima), ai mezzi malandati, dove nulla sembra destinato a funzionare, si aggiungono le modifiche agli orari e soprattutto i continui ritardi sulle tratte regionali ed interregionali. Guasti, precedenze ai treni che effettuano le lunghe percorrenze e motivi apparentemente inspiegabili disegnano una situazione ormai al limite del paradosso.

"L’odissea, per chi lavora a decine di chilometri dal luogo di residenza, inizia alla mattina presto. Un esempio per tutti: il treno in partenza alle 5,25 da Ascoli Piceno, con previsione d’arrivo alle 7,25 nella stazione di Ancona, accumula ormai da tempo un ritardo inspiegabile. Si arriva nel capoluogo, spesso e volentieri con fermata sui binari più remoti (magari l’ottavo, ai confini del mondo!), che sta a significare altro tempo da perdere per  acciuffare un bus che raggiunga la destinazione desiderata.

"Usciti dalla stazione, si corre alla pensilina e quel bus lo si vede fuggire via, senza alcuna clemenza da parte del conducente. Le alternative, a quel punto, sono due: o ti fermi e aspetti un tempo interminabile (con pioggia, vento, neve o solleone) o decidi di rincorrere il mezzo fino alla prossima fermata. Con la mutata circolazione dei mezzi e la presenza di nuovi ostacoli, però, per raggiungere la meta occorre effettuare un percorso pericolosissimo attraversando una delle strade a più alta densità di traffico.

"Morale della favola, rispetto alla prevista tabella di marcia si arriva in ufficio con un ritardo – dati alla mano – che va dai 30 ai 45 minuti. Cosa di poco conto? No, perché quel tempo lo devi recuperare più tardi, prima di iniziare l’odissea del ritorno che ha le stesse caratteristiche. Ed a casa ci arrivi immancabilmente in ritardo!

"Ma tanto le proteste dei pendolari - è l'amara conclusione - nessuno le ascolta. Sono trasparenti e viaggiano ormai su treni fantasma senza tempo".
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Martedì 1 Marzo 2016, 12:41 - Ultimo aggiornamento: 01-03-2016 12:47

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