Il figlio resta paralizzato: "Bruciati
da Veneto Banca i soldi per le cure"

Il figlio resta paralizzato:
"Bruciati da Veneto Banca
i soldi per le cure"
di Valentina Dal Zilio
TREVISO - «Quei soldi servivano per garantire le cure a nostro figlio Matteo, rimasto paralizzato dopo un terribile incidente. Ma di quel milione di euro, investito in azioni di Veneto Banca, non è rimasto più nulla». Se la vicenda delle Popolari è andata oltre la rabbia, lo ha fatto con la disperazione di una coppia di genitori di Volpago segnata in maniera indelebile. E che, dopo il crac di Veneto Banca, ha perso tutti i risparmi. Da qui la decisione di fare causa. «L'intento - spiega l'avvocato della famiglia, Ivan Venzo - è quello di recuperare quei soldi che investiti, dopo fortissime pressioni e in totale fiducia servivano per l'assistenza del figlio disabile».

Una storia triste e senza lieto fine quella che inizia nel 2001 quando, lungo una strada di Giavera, un platano si sradica dal suolo precipitando sulle due carreggiate proprio mentre, a bordo del suo motorino, sta transitando il ragazzo all'epoca 16enne. Nel 2005 la famiglia riesce, attraverso un'azione legale, a vedersi riconosciuto dall'assicurazione del Comune un risarcimento di circa un milione di euro. Soldi subito trasferiti in un conto corrente della filiale di Volpago di Veneto Banca ed è a questo punto - secondo l'accusa della famiglia - che è iniziato un vero e proprio pressing economico: «I vertici della filiale - racconta il legale - vista la disponibilità liquida della famiglia, portavano i documenti da siglare a domicilio: tutto avveniva nel salotto dei coniugi». Ma quello che doveva essere un piano di investimenti garantito per il futuro di Matteo si rivela un abisso di disperazione. Del risarcimento investito restano solo pochi spiccioli. 
 
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Mercoledì 18 Ottobre 2017, 05:02 - Ultimo aggiornamento: 18-10-2017 10:55

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