Turista violentata, l'orrore nella chat
Whatsapp: «Ci siamo fatti una milf...»

Turista violentata, l'orrore
nella chat Whatsapp:
«Ci siamo fatti una milf...»
Turista violentata, l'orrore
nella chat Whatsapp:
«Ci siamo fatti una milf...»
«Mi sono fatto una milf», «Ci siamo fatti una nonnina», e ancora «m’agge fatt nu tavolone», «Imm sclerat». Il contenuto del gruppo di Whatsapp in cui i cinque ragazzi arrestati per lo stupro di una turista inglese di 50 anni, abusi avvenuti nell’ottobre di due anni fa, rispecchia a pieno quelli che, secondo le accuse, sono stati i loro comportamenti. Frasi e battute goliardiche - pubblicate oggi dal Fatto Quotidiano - come se quella notte da incubo per la donna fosse stata, per loro, una festa.




E invece per lei non è stata affatto una festa: stordita con la droga dello stupro, la turista fu violentata a turno. E non solo da loro, stando al suo racconto, ma anche da altri giovani non identificati: «Erano in dieci, tutti nudi», ha raccontato, ricostruendo la notte dell'orrore, in un hotel di Meta di Sorrento. Sul loro gruppo Whatsapp, secondo l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Emma Aufieri, i componenti del branco «facevano circolare due foto di una donna seminuda trattenuta da braccia maschili»: in una non era riconoscibile, in un’altra sì, ed era proprio la turista inglese stuprata.

DONNE PER IL SOCIALE: "NON È CASO ISOLATO" Intanto l'associazione Donne per il sociale Onlus ha dato incarico all'avvocato Luigi Ferrandino di costituirsi parte civile nei confronti dei 5 dipendenti dell'albergo finiti sotto accusa, qualora finissero a processo: ad annunciarlo, in una nota, Patrizia Gargiulo, presidente dell'associazione che da anni si batte per tutelare le donne vittime di violenza. «Si tratta di una gravissima vicenda che coinvolge una intera comunità», afferma Gargiulo, secondo la quale «è sconvolgente che all'interno di un albergo della nostra regione possano accadere fatti del genere».

La legale svela poi che, da quanto si apprende dalle dichiarazioni» di fonti della Procura, «non si tratterebbe di caso isolato». «Non si possono tollerare episodi del genere, - dice ancora Gargiulo - e faremo qualunque azione possa impedire che fatti del genere possano verificarsi ancora».
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Mercoledì 16 Maggio 2018, 17:40 - Ultimo aggiornamento: 16-05-2018 18:10

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