Cartelli "anti-prostituzione", è rivolta
«Rovinano l'immagine del quartiere»

Cartelli "anti-prostituzione"
E' rivolta: «Rovinano
l'immagine del quartiere»
LECCE - I cartelli stradali 'anti-prostituzione' vicino alla stazione di Lecce rischiano di provocare concreti "danni d'immagine e perdita di valore immobiliare di un intero quartiere". E' quanto si legge sul sito della Onlus della cittadina pugliese, 'Sportello dei diritti'.

"Sono spuntati come funghi i cartelli stradali per il 'Contrasto alla prostituzione' nella zona adiacente alla stazione di Lecce - sottolinea il presidente dell'associazione, Giovanni D'Agata -, area arcinota ai leccesi per la presenza sui marciapiedi, da tempo immemorabile, di lucciole e transessuali di ogni provenienza".



"Non si tratta di un'assoluta novità perché tale prassi è mutuata da esperienze di altre realtà urbane, ove il problema è ben più radicato è diffuso" afferma D'Agata, per il quale però "quello lanciato con la segnaletica in questione, da parte di un'amministrazione che governa una città a vocazione turistico–culturale", non è un bel messaggio.

"La lotta allo sfruttamento della prostituzione - continua il presidente della Onlus - non si attua con la pubblicizzazione delle zone in cui il fenomeno si manifesta alla cittadinanza, e ne sono prova gli scarsi risultati manifestati dalla permanenza della problematica anche dopo il posizionamento dei cartelli".



Serve invece, sottolinea D'Agata, "una costante vigilanza sul territorio da parte delle autorità di pubblica sicurezza e una guerra senza confini a tutti quei soggetti e organizzazioni che utilizzano e segregano donne e transessuali di ogni età per trarne un illecito profitto".

Il presidente dello 'Sportello dei diritti' spera quindi nella rimozione dei cartelli per "l'evidente danno d'immagine alla città e per il concreto rischio di perdita di valore commerciale degli immobili del quartiere".
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Lunedì 30 Gennaio 2017, 11:23 - Ultimo aggiornamento: 30-01-2017 13:18

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1 di 1 commenti presenti
Francostars
2017-01-30 16:28:57
Affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell'Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.