Italiano ucciso in Brasile a colpi di machete
aveva 69 anni, lo hanno quasi decapitato

Pensionato italiano ucciso
in Brasile a colpi di machete
Lo hanno decapitato
di Rosalba Emiliozzi e Mario Galati
Torturato e ucciso con un machete in Brasile. È morto in modo orribile Carmelo Mario Calabrese, 69 anni, ex sottufficiale dell'Aeronautica di Ciampino in pensione, originario di Artena e da 25 anni residente nella penisola di Sao Luis de Maranhao nel nord del Paese.

L'AGGRESSIONE
Il corpo nudo e semi decapitato è stato rinvenuto tre giorni fa da alcuni pescatori sulle sponde del rio Tibiri. La vittima, secondo gli accertamenti dell'istituto medico legale di Sao Louis, è stata colpita con almeno 15 colpi di machete alla testa e alle spalle nel bagno della sua abitazione a Paco do Lumiar. Il corpo, stando alla scia di sangue rilevata dalla polizia, è stato poi trascinato fino al garage e caricato sull'auto della vittima con la quale l'assassino o gli assassini si sono allontanati per poi scaricarlo lungo il fiume. L'auto è stata ritrovata molto più lontano, segno che gli aggressori hanno tentato di allontanarsi, ma poi sono stati costretti ad abbandonarla per una foratura. L'aggressione sarebbe avvenuta venerdì scorso. Sono stati i vicini a dare l'allarme, preoccupati dalla sua sparizione improvvisa. Un'amica ha anche lanciato l'allarme su Facebook chiedendo a tutti notizie perché Carmelo Mario, se aveva in programma viaggi, avvertiva della sua assenza.

È stato dato l'allarme alla polizia che, una volta entrata in casa, ha trovato l'abitazione a soqquadro e una scia di sangue che dal bagno portava al garage. Secondo notizie riferite dalla stampa brasiliana, dall'abitazione mancherebbero alcuni dispositivi elettronici. Si pensa a una rapina finita nel sangue. In passato l'ex militare aveva detto più volte «di voler vendere la casa per paura dei ladri». Aveva subito tre furti. Una vicina racconta che lo vedeva «uscire spesso, ma non so se c'era qualcuno ad aspettarlo». Nell'abitazione non c'erano segni di effrazione, forse Carmelo conosceva gli aggressori.

IL TRASFERIMENTO
Carmelo Mario Calabrese si era trasferito da Artena in Brasile 25 anni fa dopo la separazione dalla moglie e viveva in una villetta di proprietà a Paco do Lumiar, nella regione metropolitana di Sao Louis, nel Brasile del nord. Lascia due figli grandi, Cristian ed Emanuele, che vivono ad Artena. È stato l'ambasciatore italiano a dare loro la tragica notizia. «Lo sentivo spesso, ci mandavamo messaggi, l'ultimo è di sabato 9 marzo, ma non mi ha risposto, ero preoccupata: Perché non mi rispondi, gli ho scritto» dice la sorella Assuntina, che vive a Colleferro. «Lo hanno aggredito e gli hanno rubato tutto, ma lui non aveva soldi in casa, usava le carte prepagate - continua la sorella - Stava bene in Brasile, era sereno, aveva molti amici. Aveva deciso di andare lì perché ci abitava uno zio, il fratello di mia madre, e si è innamorato del posto». Carmelo è stato da novembre a gennaio a Colleferro dai parenti. «Abbiamo passato le feste insieme, era sereno», ripete la sorella. I figli e un amico italiano in Brasile si stanno occupando delle autorizzazioni per il rimpatrio della salma.
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Giovedì 14 Marzo 2019, 08:55 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2019 11:01

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