Ascoli, Filippini 30 anni dopo
Il fratello: "Non c'è giustizia"

30 anni dopo l'omicidio
del tifoso ascolano Filippini
Il fratello: "Non c'è giustizia"
ASCOLI - Oggi ricorrono trent’anni dalla morte del tifoso dell’Ascoli, Nazzareno Filippini. Al termine della partita Ascoli-Inter vinta per 3 a 1 dai nerazzurri di Trapattoni (che in quella stagione conquistarono lo scudetto) si verificarono gravi disordini fuori dallo stadio Del Duca. Sul ponte, oggi intitolato alla memoria di Costantino Rozzi, Nazzareno Filippini, 30 anni (si sarebbe dovuto sposare la settimana successiva), fu accerchiato da cinque ultras del gruppo Viking dell’Inter che lo massacrarono di botte, con calci e pietre. Dopo otto giorni di agonia Nazzareno Filippini morì ad Ancona.  L’inchiesta si chiuse senza un colpevole. «Sono passati 30 anni dalla morte di mio fratello - ricorda Antonio Filippini - ma è vivo ancora in me quella domenica. Giustizia? Mai avuta perché a mio avviso è stato un processo tutto sballato dove gli accusati avevano a loro difesa avvocati penalisti migliori d’Italia- afferma Antonio - se devo prendere in esame il caso di mio fratello e qualcuno mi domandasse: “Credi nella giustizia?” risponderei senza esitare: no>. È prevista una manifestazione in programma questa sera alle 21,30 dove verranno deposti fiori nel punto in cui il tifoso dell’Ascoli fu barbaramente aggredito.
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Martedì 9 Ottobre 2018, 11:23 - Ultimo aggiornamento: 09-10-2018 11:23

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