Ascoli, per lo scontro tra Tornado
il ministero chiamato a rispondere

Ministero chiamato in causa
per lo scontro tra Tornado
che provocò quattro vittime
ASCOLI - Ieri mattina si è svolta all tribunale di Ascoli l’ennesima udienza del processo sul disastro aereo che si verificò il 19 agosto 2014 in cui, a seguito di uno scontro fra due Tornado in volo sopra al cielo della frazione Casamurana, persero la vita quattro ufficiali dell’Aeronautica, impegnati in una esercitazione. Il giudice per le udienze preliminari, Rita De Angelis, ha accolto le 12 richieste avanzate, tramite i rispettivi avvocati, dai familiari delle vittime di costituzione di parte civile. Inoltre, gli avvocati difensori hanno depositato una citazione per il responsabile civile, il ministero della difesa, nella persona del ministro della difesa pro – tempore, decisione che verrà resa nota nel corso della prossima udienza fissata per il 20 giugno prossimo. In quella precedente il pubblico ministero, Umberto Monti, titolare dell’inchiesta, aveva inviato al giudice per le udienze preliminari la richiesta di rinvio a giudizio per gli ufficiali Bruno Di Tora e Fabio Saccoltelli.

Il primo, quale comandante del 154mo Gruppo, era demandata la responsabilità di pianificare l’esercitazione aerea che avrebbe visto impegnati due Tornado. Mentre il maggiore Di Tora aveva il ruolo di controllare e supervisionare tutte le operazioni. Ad accusare i due ufficiali è il pubblico ministero Umberto Monti secondo il quale, per imprudenza, imperizia e negligenza non avrebbero rispettato le previsioni e le prescrizioni del “Programma prevenzioni incidenti edizione 2014”, in vigore presso il sesto stormo di Ghedi dove ha sede il 154mo Gruppo. Non sarebbe stato individuato, gestito e ridotto il rischio di missione in fase di pianificazione in cui i due ufficiali sarebbero dovuti intervenire in modo da essere in grado di correggere tutte le situazioni che hanno determinato l’innalzamento del livello di rischio modificando il percorso o il profilo della missione.

I due ufficiali controllori dell’esercitazione avrebbero dovuto, sempre secondo quanto ritiene la pubblica accusa, prevedere un incrocio di rotte fra i due Tornado in considerazione della fase critica per entrambi gli equipaggi. Inoltre, la pubblica accusa contesta ai due ufficiali di aver omesso l’adozione di tutti quegli accorgimenti informativi necessari alla valutazione e riduzione del possibile rischio e il non aver mostrato una carta d’insieme delle due rotte evidenziando il punto ed il momento d’incrocio dai due Tornado. Il bilancio dello scontro fra i due Tornado fu devastante e provocò la morte dei quattro ufficiali che si trovavano ai comandi. 
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Giovedì 14 Marzo 2019, 04:35 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2019 11:44

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