«Sua figlia è sotto processo, paghi»
Ancora un’anziana truffata in casa

«Sua figlia è sotto processo
e quindi paghi». Ancora
un’anziana truffata in casa
SIROLO - Il finto carabiniere colpisce ancora. Stavolta con l’aiuto dell’avvocato, pure lui bugiardo e falso, taroccato ingannevole. Personaggi squallidi che la divisa dell’Arma e la toga da legale l’avranno vista sì qualche volta, ma dal banco degli imputati. I due impostori hanno telefonato a un’anziana di Sirolo, le hanno raccontato che la figlia aveva provocato un grave incidente, era in tribunale in attesa di giudizio e bisognava pagare 3 mila euro per evitare il carcere. La poveretta, presa dallo spavento, ci è cascata. Ha aperto la porta ad uno dei truffatori. Gli ha consegnato contanti e gioielli. Solo quando l’ha visto scappare in moto, senza lasciarle neppure una ricevuta, è stata colta dal sospetto. Con voce tremolante ha telefonato alla figlia. Che, purtroppo, le ha confermato il drammatico presentimento: era caduta nel più classico dei raggiri. E adesso la Riviera trema.

Sui social sono comparsi avvertimenti e consigli: qualcuno cita pure il nome con cui il sedicente avvocato si sarebbe presentato al telefono per truffare altri anziani tra Numana e Sirolo, segnalando che casi simili, con lo stesso cognome, sarebbero avvenuti nel Bolognese di recente. A forza di provarci, i farabutti hanno colpito nel segno. Non si dà pace la pensionata, di circa 75 anni, che ieri attorno alle 14 era da sola in casa quando ha alzato la cornetta. «Ti dicono cose della tua famiglia e ti incantano il cervello...», racconterà la figlia su Facebook, precisando che la mamma è assolutamente lucida. Come a dire: può succedere a chiunque, se di fronte hai un abile oratore. Madre e figlia nel pomeriggio si sono rivolte ai carabinieri di Osimo per sporgere denuncia. Le indagini sono in svolgimento.

Due le persone ricercate: quella che al telefono si è spacciata per carabiniere e il presunto avvocato che era con lui. Solo uno dei due si è presentato alla porta quando l’anziana era stata ormai persuasa: temendo che la figlia finisse nei guai per aver causato un incidente, ma non avendo a disposizione i 3 mila euro richiesti per evitare il carcere pagando una fantomatica cauzione, la pensionata ha consegnato del contante e alcuni monili d’oro all’uomo incaricato di riscuotere la somma dal falso maresciallo. Arraffato il bottino, il furfante è scappato in moto. «I carabinieri non telefonano mai, specie per mediare un incidente stradale, ma si presentano di persona e non mandano a casa collaboratori in borghese: non aprite la porta agli sconosciuti», è l’appello del capitano Raffaele Conforti, comandante della Stazione dei carabinieri di Osimo.
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Martedì 10 Gennaio 2017, 05:45 - Ultimo aggiornamento: 10-01-2017 05:45

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