Serra San Quirico, strage senza fine
di caprioli nel canale dell'orrore

Manca una recinzione
Una strage di caprioli
nel canale dell'orrore
di Veronique Angeletti
SERRA SAN QUIRICO -  SERRA SAN QUIRICO L’agonia dura ore e poi vince lo sgrigliatore di Sant’Elena, il meccanismo che scarica in un profondo fosso ramaglie e detriti pescati nel canale che veicola le acque dell’Esino verso la centrale idroelettrica di Serra San Quirico. Una fine orribile per i caprioli rimasti intrappolati che, stremati, muoiono annegati o cadendo e, se sopravvivono, rimangono mutilati.

Lo strazio
«Ogni anno è una strage - protesta Natale Medici -. Da febbraio non si contano più le carcasse.» Con i figli Lorenzo e Marino, Natale è tagliatore di pietra, d’arenaria. Sono selcini di mestiere. Gli unici rimasti in zona. «Quando lavoriamo fuori, a volte sono i lamenti ad avvertirci che un animale è in difficoltà. Ma tanti purtroppo li abbiamo salvati solo per puro caso». La famiglia Medici non è l’unica a preoccuparsi per la sorte degli animali. In quel pittoresco e suggestivo lembo di terra sono in tanti a darsi da fare. Al punto che, senza concertarsi, si sono organizzati e spesso c’è qualcuno allo sgrigliatore che controlla il canale. L’ultimo allarme risale proprio a mercoledì scorso.

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
Scopri la promo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 26 Maggio 2018, 06:35 - Ultimo aggiornamento: 10:41