Sognava di fare il pugile il picchiatore
seriale che sfugge alla giustizia

Sognava di fare il pugile
il picchiatore seriale
che sfugge alla giustizia
SENIGALLIA - Sognava un futuro nel pugilato, invece ora è ricoverato nel reparto di Psichiatria di Senigallia in attesa di iniziare un percorso in comunità, proprio per quei pugni che sferra contro tutto e tutti dopo avere annebbiato la mente con abbondante alcol. Filippo Campagna, 30 anni, ex giovane promessa della thai-boxe per due mesi ha seminato il panico a Senigallia e nelle scorse ore è stato arrestato dopo l’ennesimo episodio di violenza. 

In tutto questo tempo è riuscito a fuggire al carcere e intanto ha colpito ancora, nonostante una denuncia, un arresto e una condanna. Libero di prendersela con l’ennesimo malcapitato. Almeno fino a mercoledì, quando, dopo avere ferito due carabinieri e due poliziotti, è stato bloccato grazie alla chiamata di un residente impaurito che si è addirittura chiuso in casa per timore di essere aggredito. Adesso è piantonato in ospedale e lo attende un futuro in comunità dove si cercherà di recuperarlo, anche dall’abuso di alcol. L’uomo è nipote dell’ex premier Goria, cresciuto in un ambiente diplomatico. Il giudice ieri ha convalidato il fermo, applicando la custodia presso la Psichiatria, che coordinerà il percorso di recupero. Nato a Petah Tiqwa a nord di Tel-Aviv, il 30enne ha vissuto con la valigia sempre pronta e senza radici. 

La madre Cinzia Ferrero Donati è la sorella (in seconde nozze) di Giovanni Goria, presidente fino all’aprile del 1988 e per quattro volte ministro. Molto nota in ambito cittadino è stimata soprattutto per il suo bagaglio culturale e la sua umanità. «Filippo non è un delinquente – racconta la mamma del trentenne – va aiutato. Sono contenta della possibilità di trasferirlo in una comunità. Il carcere non avrebbero risolto nulla. È alcolizzato ed è un peccato perché sarebbe davvero un bravo ragazzo. Quando è ubriaco non si rende conto di ciò che fa. Mi ha detto che non si ricorda nulla di quello che è successo». Nel 1994 Filippo campagna è rientrato a Senigallia poi, giovanissimo, ha raggiunto la Tailandia per coronare un sogno: fare il pugile.«La mente umana è difficile da sondare - prosegue la madre - chissà quali meccanismi ha innescato in lui. Mi dispiace per le persone che hanno subito i suoi scatti di ira quando era sotto gli effetti dell’alcol, quindi non in sé, e me ne scuso. Un ringraziamento vorrei farlo alle forze dell’ordine per la loro sensibilità». 
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Venerdì 21 Aprile 2017, 10:52 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2017 10:52

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