Preso il piromane dei cassonetti
Incastrato dalle foto dei residenti

Preso il piromane
dei cassonetti: incastrato
dalle foto dei residenti
JESI - Incastrato il piromane dei cassonetti. La scia di fuoco aveva tracciato una sorta di itinerario, collegando con un invisibile ed inquietante fil rouge le isole ecologiche di Porta Valle, via Lucagnolo e via XV Settembre. Ma all’ennesima scintilla dell’accendino accendino, i residenti - già duramente messi alla prova da quel susseguirsi di incendi sotto casa - hanno scattato foto e portato le prove dei loro sospetti ai Carabinieri. 

A quel punto i militari del maggiore Benedetto Iurlaro hanno riannodato i fili di quegli incendi ai cassonetti della raccolta differenziata che dal settembre scorso hanno tenuto col fiato sospeso i residenti del centro, sei raid per 13 cassonetti bruciati, da vicolo Amici (vicino al Palazzo della Signoria) a via San Marino, via Lucagnolo, via Nazario Sauro, via Acqua, Porta Valle, piazza Pergolesi. Sabato pomeriggio, il piromane aveva dato alle fiamme ben quattro cassonetti della differenziata in appena 90 minuti. Incendi che non solo distruggevano i contenitori di carta, plastica e indifferenziata, ma che minacciavano le auto in sosta parcheggiate nelle vicinanze e lambivano le abitazioni. 

I carabinieri sono riusciti, grazie alle indagini supportate dalle foto scattate dai residenti, a incastrare e denunciare il piromane, un 53enne jesino incensurato e da appena un mese disoccupato. Un insospettabile insomma. Le foto dei residenti lo immortalavano in più occasioni mentre si avvicinava ai cassonetti, dai quali subito dopo divampava l’incendio. 

Ma non basta. All’arrivo dei vigili del fuoco a spegnere le fiamme, lui tornava sulla scena del crimine come compiaciuto del suo gesto, a guardare quanto caos avesse creato con poche scintille. Il gesto tipico di tutti i cattivi dei film di Batman, ma questo non è un film e per quel caos adesso il piromane – intercettato mentre rientrava a casa, perquisito e trovato in possesso dell’accendino con cui appiccava i roghi – dovrà rispondere del reato di danneggiamento aggravato continuato seguito a incendio. Non è chiaro se quegli incendi fossero una sorta di personale vendetta verso JesiServizi, l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti in città o se invece, siano espressione di una mente fragile. Anche queste ipotesi sono sul tavolo degli inquirenti.
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Martedì 13 Febbraio 2018, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 13-02-2018 06:55

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