Ancona, molestie alle compagne
di classe: prof chiamati a testimoniare

Molestie alle compagne
di classe: la difesa chiama
i prof a testimoniare
ANCONA - Palpate al sedere delle compagne di classe: la difesa ora chiama gli insegnanti a testimoniare per scagionare l’imputato. Tra l’autunno del 2013 e i primi mesi del 2014, in una classe terza di un Istituto tecnico, scoppiò il caso delle palpatine nell’aula di lezione: a tre anni di distanza un ragazzo anconetano, allora poco più che 18enne, è finito a processo per l’accusa di violenza sessuale nella forma dei vecchi atti di libidine. Un accusa pesante per cui l’imputato rischia una pena altrettanto salata. In realtà, sostiene la difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Crispiani, non vi fu alcun tipo di violenza sessuale e gli episodi incriminati si inquadrerebbero in un contesto semplicemente di tipo goliardico.

Eppure, durante quell’anno scolastico, le compagne di classe arrivarono a scrivere al preside: in una prima lettera, firmata «alcune studentesse», si lamentarono di quel compagno ripetente “anarchico”, che metteva a repentaglio l’equilibrio della classe con comportamenti troppo autonomi e che avrebbe anche allungato le mani su di loro in modo del tutto inopportuno. In una seconda lettera le ragazze, stavolta firmandosi con nomi e cognomi, precisarono il contesto delle loro lamentele, ridimensionando i fatti e spiegando di non voler creare alcun caso. La difesa però non ci sta. Il ragazzo, ormai 21 enne, respinge le accuse: sostiene di non aver mai minacciato né toccato impropriamente le studentesse. Quanto alla foto, dice di non averla inviata. Secondo la difesa, i comportamenti del giovane non configurarono abusi di tipo sessuale. Visto che, secondo le testimonianze, gli episodi si sarebbero verificati in classe, il difensore ha deciso di chiamare i professori a raccontare cosa sia effettivamente successo. 
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Giovedì 18 Maggio 2017, 05:45 - Ultimo aggiornamento: 18-05-2017 10:15

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