Appalti pilotati verso le imprese amiche
L’Asur chiede 25 milioni di risarcimento

Appalti pilotati verso
le imprese amiche: l’Asur
chiede 25 milioni
ANCONA  - Un risarcimento danni del valore di 25 milioni di euro. È questa la somma chiesta dall’Asur nell’atto di costituzione di parte civile presentato nell’ambito dell’udienza preliminare che prende in considerazione una serie di presunti appalti truccati per favorire alcune ditte edili all’interno dell’azienda sanitaria. La documentazione per partecipare a un eventuale processo è stata presentata pochi giorni fa da Cristiana Pesarini, avvocato dall’Asur.

Il gup deciderà in merito la prossima udienza, fissata per il 20 febbraio 2018, quando è probabile che si definiranno anche le posizioni degli otto imputati che rischiano di affrontare un processo davanti al collegio penale. Le contestazioni del pm Paolo Gubinelli sono pesantissime: a vario titolo, associazione a delinquere, corruzione, truffa, falso in atto pubblico, turbativa d’asta e distruzione di atti.
Secondo la procura, tra il 2010 e il 2012, gli indagati si sarebbero accordati per pilotare gli appalti e affidarli a ditte amiche, in cambio di favori: regali in denaro, viaggi, biglietti per i concerti, cene e lavori edili gratis. Il cartello di imprese, secondo le indagini, avrebbe compreso società operanti nel mondo edile, elettrico e termo-idraulico. Sarebbero state loro ad assicurarsi, tramite il metodo contestato dalla procura, i lavori manutentivi e di ristrutturazione delle strutture legate all’azienda sanitaria. In tutto, sarebbero state una trentina le gare pilotate. Tra le ditte maggiormente beneficiarie, ci sarebbe stata la Edilcost di Luigi Catalano, società ormai fallita. 

Nel gennaio 2015, l’imprenditore era stato colpito da un provvedimento di sequestro del valore di 400 mila euro. Sotto chiave erano finiti anche i beni del dirigente Asur Alessandro Santini e del geometra Antonio Tonti, ex responsabile delle gare pubbliche. Sul banco degli imputati, oltre a loro tre, rischiano di finire anche di finire l’imprenditore Antonio Enrico Iannetti, Giacomo Santarelli, rappresentante legale di una ditta di impianti idraulici, Alvaro Brunelli titolare di una ditta di costruzioni, Dario Cecconi proprietario di un’azienda di impianti tecnologici e Stefano Giuliodori, alla guida di un’impresa di impianti elettrici.
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Gioved├Č 7 Dicembre 2017, 10:17 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 10:17

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